Youngang "Ogni giorno"
*Buonissimo esordio per gli Youngang dalla motorcity italiana, rilasciato da luca Hang over. Essenziale, carico e melodico l'Oi! delle 5 tracce, accoppiato a liriche di comune - per molti di noi - ribellione quotidiana, che si fanno apprezzare in toto nella loro semplicità.
Imminente un nuovo 7" che vedrà l'esordio del nuovo vocalist. Fred perry rules!
(Contro! #12)* Ogni giorno è poi il 5 trax ep. dei torinesi youngang che, unitamente a decine di altre bande sparse per il pianeta rappresentano la testimonianza concreta di una realtà, quella Oi!, davvero dura a morire. Grandi, continuate così!!!
(Pinhead Generation #11)
Youngang "S/T"
*Torino continua ha regalarci dell'ottimo streetpunk, dopo LP dei Fuoricontrollo, ecco il secondo EP degli Youngang giovane e più che promettente OI! band apolitica che aveva già realizzato un ottimo primo EP intitolato "Un altro giorno" ben recensito un po' su tutte le fanzine. Questo nuovo lavoro contiene cinque pezzi di OI! abbastanza melodico (forse un po' più tirati rispetto al già menzionato primo EP), con cori e testi sicuramente al di sopra della media che dimostrano la giusta attitudine della band. "Bastardo" e "Nessuno spazio" i miei pezzi preferiti.
(Skin&Punk/ www.skinepunk.com)*Cinque canzoni che mi riportano nei lontani giorni dell'Oi! e mi ricordano le migliori Oi! bands Italiane di quel periodo. Una versione di "Dal '77" canzone scritta a più mani insieme ai Fuori controllo. (Mb)
(Kriminal Klass #3)Youngang "Nulla è cambiato"
*Bello questo demo CD degli Youngang che raccoglie il loro primo EP (ormai esaurito) alcuni pezzi tratti da vari compilation ed una inedito, la skankeggiante "Skinhead girl" registrata con il nuovo cantante che ha rimpiazzato il dimissionario Simone voce sui due precedenti EP. Il demo esce per la "Spaghetti Records", che è poi l'etichetta della band
(Skin&Punk/ www.skinepunk.com)
Youngang " Il Santo"
*Questo è il promo del Cd che dovrebbe vedere la luce nel prossimo ottobre.
Che dire.... gli YOUNGANG sono grandi, e gli undici pezzi del disco lo dimostrano appieno, grande oi melodico, ottima voce etc.
Difficile scegliere una best track, a me piacciono tutte da "Anche Tu" fino a "Spirit of rebel OI!" a tratti almeno nel cantato mi ricordano, e qui magari qualcuno storcerà il naso, i migliori CCCP. Che aggiungere d'altro se non un correte a comprarlo appena esce.
(Skin&Punk/ www.skinepunk.com)*Uno dei primissimi titoli del 2002 è il capolavoro degli Youngang, promettente Oi! band da Torino che con Il Santo dimostra che la scena pasica è in grado di sfornare gruppi d'alto livello di ogni genere e non solo hardcore.
Una cosa che spesso caratterizza i gruppi Oi! è la staticità di un genere che, per tradizione e per forza di causa, risulta rude, grezzo e cupo. Parlo di gruppi che, sulla scia dei "mostri sacri" quali 4 Skins, Adolf and The Piss Artists, Peter & The Test Tube Babies e così via, hanno fedelmente tracciato uno stile di musica invariato e forse a volte un po' monotono. Forse per diverse influenze, forse per maggior maturità, o forse per un modo diverso di vivere questo genere (che ricordiamo è legato strettamente ad un movimento che ha alle spalle decenni e decenni di storia), gli Youngang si distaccano dai suoni classici dell'Oi!, presentando un lavoro che dà come sempre una notevole importanza al testo e al contenuto, ma che non tralascia affatto lo sfondo musicale, a mio parere molto ben studiato e architettato.
Potrei dire che c'è una vaga somiglianza con gruppi quali Los Fastidios, ma c'è di più: il suono è molto meno frivolo, più compatto, più duro, pur mantenendo una simile melodia di fondo che forse lo rende maggiormente orecchiabile ad un pubblico più vasto, il che mi sembra molto buono, perché è un modo per spingere il proprio messaggio più avanti e in maniera più chiara; un suono molto vicino alle Brigate Rozze di Here We Are, ecco.
Due chitarre che sanno bene come seguirsi insomma, senza impegnarsi in qualcosa di eccessivamente eclatante, ma dando il giusto suono al tutto mentre il basso le segue senza particolari peculiarità, adattandosi perfettamente al suono, così come la batteria: forse me l'aspettavo un po' più "potente", ma probabilmente avrebbe stonato nel complesso, che invece si rivela più che ottimo.
Quasi inutile parlare dei testi che nell'Oi! richiamano una forte necessità di unione, di ribellione, di voglia di cambiare, intriso con leggeri spunti di ironia che, a mio parere, rendono veramente molto. Credo che il messaggio sia reso decisamente bene e, come dicevo sopra, i suoni accompagnano perfettamente questi testi. Molto accattivante Anche Tu, che credo sia impossibile da non canticchiare e che trasmette perfettamente il messaggio (ma dopo tutto l'essere espliciti e diretti è una particolarità dei gruppi Oi!). Da citare ci sono anche Il Vero Spirito, dove viene citato ancora una volta il punto fisso degli Youngang, ovvero l'assoluta apoliticità dello skinhead, e Dimmi Bel Giovane, poesia del pisano anarchico Bertelli riproposta in una chiave musicale davvero simpatica e originale. Credo alla fin fine che Il Santo si riveli come uno splendido inizio della scena Oi! in questo nuovo anno e sono sicuro che il CD possa essere apprezzato veramente da una vasta quantità di persone, a prescindere dal genere seguito. Io vi consiglio di ascoltarlo perché ne vale la pena, soprattutto se volete conoscere un po' tutte le sfaccettature dell'Oi!.
(Flavio)*Ammetto di essere partito prevenuto nei confronti di questo disco. Mi aspettavo il più classico dei dischi di un qualsiasi gruppo Oi! Italiano: molti cori, tanta birra, vita fatta di stadio, concerti e risse. Si tratta di uno stupido stereotipo è vero, ma è anche vero che ci sono ben pochi gruppi che tentano di smentirlo. Non passa disco in cui non si parli di ubriacarsi come maiali e picchiare qualche "frikkettone", lapidare chi fuma una canna, struggersi per essere nati in un mare di cemento ma soprattutto parlare sempre al futuro: "torneremo, ci incazzeremo, scenderemo nelle strade, saremo di nuovo uniti" (e che cazzo! Mai una volta che queste realtà fossero viste in un ottica presente e meno frustrante). Il che è giustificato senz'altro dal fatto che qualsiasi movimento ha alcuni valori sui quali si regge, ma soprattutto dal fatto che a pochi fa comodo prendere le distanze dal pensiero della massa. Ed è purtroppo questo, a mio personalissimo avviso, il principale problema degli skin e della loro scena. Cioè la paranoia di vedere necessariamente come un vile traditore chi tenta appena di far prevalere un idea diversa da quella comunemente accettata, imposta e ottusamente perseguita.
Come dicevo, mi aspettavo più o meno tutto questo dall'ascolto di questo disco, tenendo presente che Torino è da sempre una città proletaria (la città della Fiat!) che ha sempre avuto una grande scena Oi!, basterebbe citare i Rough e i Fuoricontrollo per averne un esempio. Ed invece mi sono dovuto ricredere immediatamente. Il disco, a partire dalla prima canzone, mi ha suggerito questo pensiero: Onesto. Si tratta di un disco onesto, e non potrei trovare un aggettivo migliore per descriverlo. Anzitutto è ben suonato, belli i ritmi e la struttura melodica dei pezzi. La voce, a differenza del solito, non è urlatissima ed è sempre ben supportata dai cori (per i quali ho sempre avuto un debole). I testi sono ottimi. Nessun accenno alla violenza gratuita ma la descrizione che 5 ragazzi fanno della loro vita e dei loro divertimenti, le loro speranze e i loro ideali. Discreta la grafica.
Credo, in definitiva, che si tratti di una band molto promettente, sufficientemente motivata per poter ottenere ottimi risultati e togliersi belle soddisfazioni. Tenendo presente anche il prezzo molto contenuto, ne consiglio l'acquisto sia a coloro che amano questo genere musicale, sia anche a coloro che hanno voglia di ascoltare dell'Oi! che, finalmente, sia un po' diverso dal solito. (Gianluca)
(Radio Riot/ www.radioriot.org)*Pur essendo in attività da un bel po' di tempo gli Youngang sono riusciti soltanto adesso a far uscire il loro primo album soprattutto a causa dei frequenti cambi di formazione avvenuti durante gli anni, cambi che però in fin dei conti non hanno fatto altro che giovare alla band: la voce attuale è di gran lunga migliore delle precedenti, il suono - pur confermando la linea dell'oi! melodico (più Cock Sparrer che 4-Skins, insomma) - è sicuramente più deciso e compatto.
Il Santo contiene 10 nuove canzoni (+ intro e outro) tra cui spiccano il rifacimento del canto anarchico 'Dimmi bel giovane', 'Nella morsa', la title-track e 'Il vero spirito' ...
A proposito, quest'ultimo pezzo è quello che ha fatto più discutere a causa del testo ('né destra né sinistra nessuno schieramento, il vero skinhead è apolitico, birra e divertimento'), ma direi che accusare di qualunquismo e disimpegno una band dalla evidente attitudine libertaria e impegnata in lotte su vari fronti (supporto alla SHARP, antifascismo, animalismo, ecc...) è del tutto fuori luogo.
Supportate gli Youngang!!! (Skinhead rock/ www.skinheadrock.com)*Prima che mi spedissero gentilmente il cd a casa conoscevo gli Youngang solo per nome. Sinceramente in questo periodo ascolto molto più sonorità two tone che OI! incazzato, vuoi per il pessimo periodo che sta attraversando la scena o vuoi semplicemente per gusti personali, ma questo cd mi ha sorpreso molto favorevolmente. Finalmente una copertina minimalista da ribelli mi si presenta davanti agli occhi quando apro il pacco e già dall'intro le sonorità sono dell'OI! che piacciono a noi herberts. Oltre alla musica anche i testi incontrano i nostri consensi, "Il vero spirito" il nostro preferito. Per finire la domanda mi sorge spontanea, sarà un caso o no che due delle poche promettenti band OI! italiche provengono entrambe da Torino ?
Gianluca
(The Herberts/ www.skinhead.it)
*Dopo 2 Ep e un demo ritornano i torinesi Youngang, in attività dal '94. 12 canzoni con testi di protesta per nulla scontati, Oi! punk potente e melodico alla Rough. Sicuramente sentiremo parlare a lungo di loro.(DD)
(Kriminal Klass #5)
*Torino non può deludere, per quanto riguarda il punk è una garanzia di qualità. E infatti, dopo aver sentito parlare un bel po' in positivo di quest'ultimo lavoro degli Youngang, Oi! band della vetusta città della Mole, finalmente suddetto disco mi casca miracolosamente tra le mani e lo ascolto. E mi piace. La soluzione musicale dei nostri, già evidente ai tempi di "Ogni giorno", è decisamente orientata verso la melodia più schietta. Dunque, niente voce rauca e bellicosa, niente facili minacce, ma solo sano, ruvido rock'n'roll for bootboys (e non). L'attitudine dei nostri, chiaramente manifesta nel nero su bianco dei testi, denota a mio avviso, a più riprese, un'originalità che è sinonimo di intelligenza. Tanto per cominciare, la solita, scontata politica se ne va affanculo subito, liquidata con provocatoria classe già al terzo pezzo di questo valido ciddì ("Il vero spirito"). Rimane, fortunatamente, la musica, che guadagna il giusto tasso etilico con la saggia e condivisibilissima title-track. Dovete sapere infatti, a questo proposito, che nei miei anni di peggiore alcool-addiction anche io ho rapidamente maturato la convinzione di essere in realtà Francesco, Il Poverello d'Assisi, ma poi non ho mai avuto le palle di ammetterlo a chiare lettere nel testo di una mia canzone. Lì a Torino qualcuno, evidentemente, mi ha letto nel pensiero, come sanno fare solo coloro che sono stati toccati dall'etilica grazia.
Oh yes! Il santo, o la leggenda del santo bevitore.
Ma torniamo al contenuto dello Youngang-album: non si può non segnalare la presenza di un sano remake del vecchio canto anarchico titolato "Dimmi bel giovane". Ottima idea. Adoro certa gradevole canzone popolare, cara anche ai grammofoni dei nostri nonni e bisnonni, anche se la mia preferita, dopo il celeberrimo "Inno della rivolta" di Molinari, rimane forse la più esplicita "Mano alla bomba", sulla quale propongo, pertanto, di concentrare l'attenzione in vista del prossimo remake. Scherzi a parte, tutto il cd dei torinesi mi sembra più che valido, senza alti e bassi. Ed è questo il motivo per cui lo consiglio indiscriminatamente a tutti, senza manco pensarci. Compratelo subito, oppure aspettate che vi scenda dal cielo in un panierino dorato. Se siete abbastanza santi, il gioco di certo vi riuscirà. (Simone)
(Lamette/ www.lamette.it)
*Bella sorpresa questi Youngang da Torino... Si presentano con una copertina - raffigurante uno skinhead con un boccale di birra in mano ed un pallone tra i piedi! - tanto ridondante quanto però immediata, esplicita e, perchè no (fanculo al conformismo...!), bella... come è anche il retro-cover, completamente disseminato di spillette... A questo punto già ti devono stare simpatici!
Ma se, con queste premesse, ti aspetti (fondatamente) che mettendo il cd nello stereo non ti possa non investire che un carico di odio e violenza punk-oi!-core, bè... rimarrai di certo almeno un po' meravigliato nel sentire diffondersi nella tua stanza, uno dietro l'altro, una manciata di "romantici" e trascinanti inni di melodico street-punk con influenze oi! e parti più rock'n'roll... I cinque piemontesi suonano bene e, pur nella loro semplicità, a volte disarmante, sono molto efficaci... Sono, appunto, melodici, e dunque tutt'altro che ostici o tantomeno estremi...
Certo, l'incazzatura non manca (ci mancherebbe!), ma, più che con le note e le ritmiche, è espressa maggiormente nei testi, che naturalmente sono del genere (cito alcuni frammenti presi qua e là nei loro pezzi) "...rivolta nelle strade... nè destra nè sinistra... borghesi moralisti... solo birra e divertimento...", ma comunque ben strutturati e meno scontati del solito. L'onestà degli Youngang, anche qui, è quasi commovente: nel libretto, nel quale sono riportati tutti i testi (al cd è allegato anche un lyrics-sheet con traduzione degli stessi in inglese), campeggia la scritta: "Ogni testo, suono o immagine che ti piace puoi prenderlo ed utilizzarlo. No Copyright!!!"... Che altro dire?
Il dischetto scorre via facile, dissetante e si consuma intero intero, tutto in un sorso, proprio come una pinta di birra ghiacciata in estate, ma l'apice si raggiunge forse proprio a metà, alla traccia numero 6, che è una rivisitazione riuscitissima in chiave punk-ska-folk della trasposizione musical-popolare di Dimmi bel giovane, una poesia dell'anarchico pisano P. Bertelli ("...La casa è di chi l'abita, è un vile chi lo ignora; il tempo è dei filosofi, la terra di chi la lavora...").
Insomma, i ragazzi sono più di un gruppo oi!... Sarebbe infatti riduttivo etichettarli come tali e pensare che la loro musica possa piacere solo ai boots-boys e agli skins: il loro approccio melodico e molto punk rock li farà senza dubbio apprezzare anche a chi non appartiene a questo movimento o non è un fans incallito del (sotto)genere.
Youngang: un bel cd, un nome di cui presto sentirete parlare, un gruppo da vedere assolutamente in azione dal vivo, per poter cantare insieme a loro questi piccoli "anthems"... (aob)
(Munnezza/ www.munnezza.tk)*Non posso che non parlare bene di questo gruppo per diverse ragioni: sono cresciuto con loro e sono stati complici di tutto quello realizzato a Torino. Questo cd è il frutto del lavoro costante di un gruppo di ragazzi che non si sono mai arresi, inossidabili nel tempo e che rimangono fermi nel loro ideale libertario - apolitico,come ben inserito nel layout del cd in cui citano una frase di Durruti. Vi propongono 11 pezzi di vero streetpunk Oi! che coinvolgono per tutta la durata del disco; i temi affrontati sono sempre i soliti, ma con una differenza: gli Youngang vivono costantemente quelloche esprimono nei loro brani e non cantano slogan prestampati come molti altri. I miei pezzi preferiti, oltre aLottano tra loro (grande Pino e soci) sono: "nella morsa" - avevi un orologio per non ritardare, adesso hai solo un cartellino da timbrare -- "liberati" (bito avevi ragione) - la tua sola realtà è viver soffocando - "non c'è differenza" che appoggio pienamente in quanto contro lo sfruttamento animale - se sei contro chi sfrutta non puoi dimenticare, non c'è differenza tra libertà umana e libertà animale-. Il loro suono è cambiato un po', le chitarre si sono appesantite (bella mossa) ed il tempo è molto ritmato...
Ma la cosa che caratterizza gli Youngang rimangono i cori. Comunque complimenti ai 5 ragazzi di periferia sempe sinceri e sempre contro!!
(Mondo mai visto # 0)*Il santo ovvero ottima produzione per 5 skins torinesi con la birra, il toro [cosa?? io dissento... NdB] e l' apoliticismo nel cuore
Cd contenente 13 pezzi (12 più un intro) assolutamente di puro street punk tendente ad un buon oi! Insomma ingredienti necessari per renderlo un ottimo gruppo. Il cd è suonato in maniera piuttosto veloce, allegra e semplice: cori non troppi, ma al punto giusto, pochi o quasi nulli gli assoli di qualsiasi strumento, ma nell' insieme davvero eccezionale.
I temi affrontati sono la confusione tra skins e nazi che purtroppo ancora esiste ("il vero spirito" è il nome della canzone che rimane la mia preferita), il lavoro sotto un fottuto padrone e lo spirito alcolico e goliardico (termine tanto caro al nostro Ale) del nostro movimento. Azzeccato poi il titolo del cd e anche di una canzone, il perché lo capirete comprando e ascoltando il cd.
Ottima impressione anche dal vivo che rispecchia il sound del cd, ma con un Eugenio (cantante e leader del gruppo) molto carismatico e cattivo al punto giusto tanto da trascinare i veramente pochi kids presenti alla serata in cori e bevute sotto il palco insieme a loro.
Da apprezzare le scelte delle cover per riempire la scaletta: Stab e Cock Sparrer e chi ha orecchie per intendere intenda.
Infine (ma questo è un parere personale) ottima la fede calcistica che oltre essere torinese [e mo basta] è di appoggio alla REGGINA mio grande amore
(Rebels / members.xoom.virgilio.it/csct/Rebels/Main.htm)*Quarta uscita per gli Youngang, gruppo che ormai è in giro da qualche anno e ha saputo farsi apprezzare, anche se non si era (finora) confrontato con un disco vero e proprio. Il risultato è qui fra le mie mani ed è molto buono: 12 pezzi, lo stile è rimasto quello che li contraddistingue, ovvero oi! molto melodico con qualche spruzzo di punk rock targato '77, canzoni semplici con testi belli incazzati in piena tradizione oi, l'unica cosa che è cambiata è il cantante, una voce meno particolare ma ugualmente incisiva (anche se il vecchio singer torna per una canzone). Spicca tra gli altri la cover di un vecchio canto anarchico di protesta, ossia "Dimmi bel giovane" ("la casa è di chi l'abita è un vile chi lo ignora, il tempo è dei filosofi, la terra di chi la lavora") qui in versione combat-folk con tanto di fisarmonica di sottofondo, da segnalare anche la ripresa della bellissima "Lottano fra loro" che era apparsa sul loro primo 7". Per quanto riguarda le nuove canzoni molto belli "Non c'è differenza", pezzo contro lo sfruttamento animale dove la musica è più rabbiosa e veloce, e "Il santo", molto ironico e ricco di cori "da bar"(!), anche se pure il resto del disco trascina e i pezzi sono tutti validi. Consigliato a tutti quelli che cercano un disco da cantare a squarciagola con gli amici!!!! (Saverio)
(Punkadeka/ www.punkadeka.it)
*Youngang is a skinhead band from Torino, Italy, who play typical midtempo oi! with lyrics in Italian. Fortunately, a translation in English of the lyrics is included, and Youngang sing about the usual oi-subjects (drinking beer, soccer and being a skinhead). As their political stance, it seems a bit complicated: they state to be apolitical, but at the same time put a poem of an Italian anarchist to music and I see many black stars (sign of anarchism) between the buttons that are shown on the backcover... anyway, for sure Youngang is no rightwing band. A great record to singalong to in a football stadium!
(Dp or not dp/ www.dpornotdp.com)*Very open about their anti-racist, anti-fascist stance, these guys know how to rock. Do you speak Italian? If so, even better, because so do they. The album is almost entirely in Italian actually. But no worries for those of you who don't speak a word of Italian, it comes with the an insert that has all the lyrics translated to English as well. Great album. I wouldn't pass it up if I were you.
(Pndn records/ www.pndnrecords.com)
Youngang "Canzoni Ribelli"
Nuovo di zecca e attesissimo da me, giunge questo nuovo Ep dei torinesi Youngang, una delle mie Oi! bènds preferite degli ultimi anni (ho avuto il piacere di condividere il palco e il fuori-palco con loro, e so quanto valgono). Trattasi di un Benefit per Croce Nera Anarchica, a cooproduzione multipla (li cito tutti: El Paso, Knot, Anfibio, Solitude Urbaine, Goldrings, Take away, Infected, Spaghetti, Maloka, Sole Zenit, Emergency, Lean on Me!, Gladiator, We don't fight it) e trattasi di un cover album che vede i nostri intenti nel remake punk-Oi!-core di anarco-inni classici, scolpiti come pietre miliari nella storia dell'umanità oppressa e prevaricata dai potenti e dagli infami di turno. Non esagero se dico che ogni canzone contenuta in questo disco sono orgoglioso di conoscerla a memoria, e che ognuna meriterebbe un discorso retrospettivo a parte.
Dalla mia preferita, l'epico "Inno individualista" (circa 1900, anno del regicidio), si passa alla celeberrima "Sante Caserio" di Pietro Gori (1894), per poi fare un flashforward con l'inno partigiano della Brigata Lucetti ("Dai monti di Sarzana"); di qui si sprofonda ancora nei secoli dell'oscurantismo, con "L'inno dei malfattori" di Attilio Panizza (1892). Viene quindi la volta del remake di "Dimmi bel giovane" (in una variante ri-registrata della versione già apparsa sul formidabile "Il santo") e dell'anthem "E verrà il dì che innalzeremo le barricate". Chiudono la rassegna una traccia rom da non perdere e una serie interminabile di ghost tracks, che non dovrei svelarvi, ma lo faccio perché sennò non dormo. Versione corale di "Dai monti di Sarzana" e versioni "classiche" di ognuno dei vecchi stornelli qui coverizzati.
Procuratevi assolutamente questo disco, anche perché il ricavato andrà a sostegno di alcuni fra coloro i quali, ancora oggi, in questo preciso momento, marciscono nelle carceri più fetenti per aver manifestato verbalmente il loro libero pensiero in un paese libero. E ce ne sono tanti ma tanti ma tanti ma tanti, perché l'oppressione c'è ed è occulta. E come tale, occulta.
"Abbiamo contro tutti/ sbirri e farabutti/ e uno contro tutti noi li sperderem".
Un plauso sincero agli Youngang, e un Grazie che mi viene dar còre. Per sempre con l'onesta, la sincerità, la lealtà che ci hanno insegnato i nostri vecchi, alla facciaccia di tutta 'sta feccia che ci schifa e che ci vuole male. Maledetto il potere e chi dà il culo per averlo. Buttiamolo fuori dalle nostre case, dalle nostre strade, dalla nostra cultura e dalle nostre vite. Insieme.
[Simone/Lamette.it]Lodevole iniziativa quella degli Youngang di Torino che, insieme ad una serie di realtà italiane e non (Anfibio Records, El Paso, Solitude Urbaine, etc.), hanno realizzato un benefit CD per Anarchist Black Cross, organizzazione avente lo scopo di sostenere i compagni in prigione (come spiega la stessa CNA nelle note presenti all'interno del libretto).
"Canzoni ribelli" contiene il rifacimento di sei inni anarchici in versione oi! compresa una nuova registrazione di "Dimmi bel giovane" già presente nel CD "Il Santo" più, come ghost tracks (e non dite che vi rovino la sorpresa perché tanto ci ha già pensato qualcun'altro), una versione acapella di "Dai monti di Sarzana" ed altre canzoni anarchiche, stavolta in versione originale.
Per quanto riguarda le composizioni in sé non ho potuto fare a meno di notare l'evoluzione musicale degli Youngang che, se per anni si sono limitati a perfezionare il loro classico oi! punk melodico (arrivando agli ottimi risultati del precendente album), hanno ora aggiunto complessità agli arrangiamenti ed adottato un suono più duro e curato specie per quanto riguarda batteria e chitarra (quest'ultima decisamente più "hard rock") insieme alla voce di Eugenio che si è fatta più rude e incazzata.
L'aspetto grafico del CD è anch'esso molto curato con testi all'interno del booklet e numerose foto nell'inlay card.
Da notare anche l'inserimento di una traccia ROM contenente foto della band, testi con traduzioni, note sulle canzoni coverizzate ed alcuni documenti su Anarchist Black Cross.
[CityOfTheDead]Davvero da stimare ed apprezzare gli Youngang da Torino, citta’ gloriosa musicalmente parlando. Gloriosa anche per la scena Skinheads davvero forte e seriamente impegnata.
Gli Youngang ci propongono questo Cd i cui ricavi vanno alla Croce Nera che lotta contro la carcerazione e la repressione, non sto qui a dilungarmi ma vi rimando al loro sito per saperne di piu’ e magari contribuire come potrete per sostenere la causa: http://www.anarchistblackcross.com/
La scelta dei brani vede “Inno individualista” padroneggiare su tutti anche per il ritornello che a parte la facile orecchiabilita’ si fa capire bene senza mezzi termini e non per ripetermi ma prediligo l’impegno del mezzo musicale che si fa e che porta un messaggio fuori dall’anonimato diffondendolo come puo’ ad un numero maggiore di individui che magari portera’ alla riflessione sulle tematiche trattate.
Ravachol, Bresci, Caserio. Nomi importanti della storia Anarchica scorrono tra le note e si raccontano a chi è ignaro delle loro lotte e di molti altri Anarchici, canti popolari riportati alla luce per non dimenticare e tramandarli a chi oggi vive tra le mura della sua casa ignaro che il tempo passato si sta riproponendo.
“E’ l’azione l’ideale…vedremo sorgere il sole dell’avvenire in pace potremo vivere e in liberta’ gioire” Un supporto doveroso quello che farete acquistando questo CD.
Vi scorro i nomi della coopproduzione: El Paso, Knol, Anfibio, Solitude Urban, Take Away, Infected, Spaghetti, maloka, Sole Zenith, Emergency Lin o me!, Gladiator, We don’t fight it.
“E verra’ il di che innalzeremo le barricate” Buon ascolto.
[Punkadeka]questa volta gli youngang hanno stupito tutti e si sono dimostrati un gruppo sopra la media rispetto a tutta la scena oi italiana! hanno fatto un disco benefit per la Croce Nera Anarchica! e cosa se non vecchi canti anarchici poteva calzare più a pennello? 6 vecchie canzoni stracosciute e famose rifatte però alla maniera youngang! e non è finita, ci sono anche le sei versioni originali, più una traccia rom da cui si possono leggere i testi, la storia e gli intenti di Croce Nera!...grandissima iniziativa! questo dimostra che l'oi non è solo birra, calcio e risse...basta poco e si riesce a fare qualcosa di stupendo!
Incredible! 6 punk covers of old italian anarchist songs! Plus the originals and a rom track! Benefit for Anarchist Black Cross!
[Solezenith recordz]
Youngang is an Italian street punk band who put out this disc as a benefit for Anarchist Black Cross. It contains 6 solid covers they do of classic working-class Italian songs, followed by the same songs in their original form. While I really like this band, I almost think some of the original versions are better. The songs are definitely lifted from scratchy old Italian folk records & are sung with gut-wrenching vocals, making them really stand out as something cool that doesn’t usually land in my review pile. All versions are sung in Italian, but there is a CD-ROM track with lyrics in French & English as well. Very cool release. – BL
http://www.rocknrollpurgatory.com/
Grazie al cielo c' è ancora chi produce ottima musica su ottimi supporti (leggi vinile). Lato A per i torinesi Youngang e lato B per gli ungheresi Derkovbois. Gli Youngang confermano il loro Oi!&'roll che ricorda i Cock Sparrer! I testi parlano di vita reale, vita di tutti i giorni, non cadono mai nel banale. Dopo ottimi lavori come "Il santo" e "Canzoni ribelli" confermano anche con questi 2 pezzi di essere una delle migliori realtà dell' Oi! italiano, sicuramente uno dei gruppi più rappresentativi per la nostra scena. Il lato B come detto è merito dei Derkovbois, cantano nella loro lingua (incomprensibile ma con un' ottima musicalità) e, personalmente, mi ricordano i loro "vicini di casa" Analogs. Se apprezzate i torinesi non potrete fare a meno di farvi piacere anche i ragazzi "from Savaria"! Una nota di merito è da assegnare alla lavorazione grafica, infatti all' interno si trovano i testi sia nelle loro lingue originali (utili per seguire il cantato ungherese) e con le traduzioni in inglese (sfido chiunque a capire i Derkovbois senza l' inglese). Vabbé costa pure pochi soldi, rispolverate la puntina e potete trovarlo qua: youngang /at/ virgilio.it
Rudeness Webzine [skinheads - rudeboys - mods - herberts - punx] http://www.rudeness.itA magyar punk bakelit ritka, mint a fehér holló. Ha meg is jelenik néha 1-1, azokat is külföldön gyártják. A Derkovbois az olasz Youngang segítségével hozta ki 7"-ét, split formátumban. Jó, hogy a zene nem ismer határokat, így a lemezjátszóból néha magyar punk is szólhat.
Dosi készítette a borítót, nagyon igényesre sikerült. A címoldalon található Rambo-kinézetű gyerekeket ábrázoló kép a további oldalak háttere is egyben. Hogy maga a kép pontosan mire utal, nem tudom. A belső lapokon a két zenekar 1-1 oldalt kapott, csapatképpel, anyanyelvű és angol szövegekkel, köszönetlistával. Míg az olaszok csak általában a srácoknak mondanak köszönetet (Skinheads, Punks,...), Derkovék egy igen hosszú listát készítettek, amin a színtér igen sok képviselője, zenekarok, fanzinek, weboldalak is megtalálhatók. Kicsit szomorúan tapasztaltam, hogy a Keksz.net, a SixCuts és az Eightball mellé a PunkPortál már nem fért be... A lapok alján nagybetűkkel szerepel a NO COPYRIGHT!!! felirat. Ez elég pozitív hozzáállás, azt hiszem. Mondjuk ki az, aki manapság nekiáll bakelitet másolni?
A hallgatást az olaszokkal érdemes kezdeni, ha már a Torino oldal szerepel a borító bal lapján. A lemez fekete, a középső címkén egy babérkoszorú jelzi a Youngang, a magyar kártya színei a Derkovbois oldalát. Mindkét felvétel teljesen korrektül szól, jó minőségű lejátszó hiányában a bakelitek kiemelkedő hangzását most nem tudom elemezni. A Youngang két olasz nyelvű dallal szerepel, a Quelli Come Me egy hagyományos streetpunk "himnusz", nevezhetnénk ars poetica-nak is, a szokásos dolgokról hallgatunk benne. Az utca gyermeke büszkén vállalja önmagát, küzd a rasszizmus ellen, stb., stb. A zene is a hagyományokat követi, középtempós oi-punk, csordavokálokkal. Nem sokban különbözik a Yongang, Birra & Guai! sem, a hétköznapok melós napjait és a hétvégi botrányos skinhead bulik, kocsmázások történetét foglalja össze. Lehet együtt énekelni a többiekkel, és vedelni a sört.
Fordítsunk, érkezik a Derkovbois. A 2003-as demó felvételről két számot vettek fel újra 2004-ben, ezek kerültek a lemezre egy rövid szösszenet, az S.C.H.C. kíséretében. A dalok tehát már ismerősek. Az Összefognak tekinthető a Youngang Quelli Come Me-jének párjaként is. Újabb streetpunk himnusz a "hitvallásról", a punkokról, a skinekről, az antirasszizmusról. Az S.C.H.C. köti össze a két fő szerzeményt, a néhány másodperces szám "szövegét" sajnos nem értem... A lemez egyértelműen legjobb szerzeménye a Miért vársz?! Végre sikerül elszakadni a már rohadt unalmas oi-punk témától, és egy sokkal pozitívabb, buzdító, előremutató szöveget hallhatunk. Zeneileg is a legjobb szerintem, dallamos rnr-punk, a refrén meg igazán fülbemászó.
Ha nem is áll túl közel hozzám a zenekarok által képviselt stílus, a formátum, a kivitel és a második Derkov szám miatt mindenképp becses darabja lesz ez a lemez a gyűjteményemnek. Most vegyétek, amíg van, pár év múlva tuti sokat fog érni! :)
www.punkportal.huUn split Ep bien sympathique. On commence avec Derkovbois, le meilleur groupe hongrois avec Boilers. Musicalement, c'est du punk-rock mi-tempo avec influences oi ! pour les refrains entraînants, relativement classiques mais bien faits. La vraie originalité vient de la voix, très mélodique, et qui va chercher très loin dans les aigus, ça fait penser à The Boys, mais avec le chant en hongrois, qui donne vraiment une touche au groupe. L'autre face n'est pas en reste avec une vraie surprise, j'avais toujours trouvé Youngang un peu bancal jusqu'ici, surtout pour la voix « décalée » mais là ces deux titres arrachent tout ! Ultra entraînants, des mélodies de guitares bien placées à vous clouer, des refrains terribles, et une voix à l'italienne dans les aigus qui s'intègre parfaitement et emmène le tout. Deux hymnes!
Une vie pour rien? MARS 2006
Youngang / Freiboiter "Brave new world"Italian label San Martin Records (un)proudly presents a split-release putting up Stuttgart against Torino on this album. But in fact they have nothing to be unproud about. Six tracks by German band Freiboiter and five by Italian band Youngang. If you are desillusioned enough to believe that pure old-school punk died at least 15 years back, well, then you're utterly wrong. This is bad attitude, shouting, anti-facist, shit-sounding, fast-driven, three-chords punk all the way through. Freiboiter's lyrics are of course performed in German with songs like "Wir sind Anti-Euros" and Youngang are singing Italian with the exception of the chorus of the last song of this album (Quelle che Vivo), in which the lead vocalist sings "Working Class" with a very strong accent. Nice to hear that the political content is not yet totally forgotten in punk environments and that the last ten years of pop-punk infecting MTV has not erased the original spirit of anarchy and revolution! Naturally this spirit has been there all the way through the years, but unfortunately "real" punk seems to hide in the deep, deep underground, so I'm actually glad to be reminded that the fight is not dead. In a musical perspective this is of course not a revolutionary or ground breaking release, but at least it's honest, and I like that.
http://www.sanmartinrecords.it
If you dig: Pogo-dancing and drinking strong beers while joining a punk concert. Foxy (Lowcut webzine)
Veramente bello questo split-cd italo-germanico, prova ne è che manco ha fatto in tempo ad arrivarmi nella cassetta di posta che già è qui nello spazio recensioni. Quello che ci vuole per far fare un salto di qualità al languente streetpunk nostrano è esattamente una serie di dischi di questo calibro, con un bel po' di palle sotto e anche un minimo di coraggiosa sperimentazione inside. Cominciamo coi Freiboiter, Oi! da Stoccarda con un taglio musicale classicissimo e una batteria che più dinamica non si può. Cinque pezzi tecnicamente all'altezza delle migliori punte internazionali del genere, dove niente - ma veramente niente - è lasciato al caso e all'improvvisazione. Cori e controcori su ogni singolo episodio, che non fatica a diventare anthem già dopo due ascolti. L'altra faccia della moneta, per testa o croce che sia, spetta invece ai torinesi Youngang, giunti ormai alla loro milionesima produzione, e neanche questo è un caso. Amicizia a parte, i nostri sono a mio avviso (e senza offesa per gli altri) una delle due o tre Oi! bénd rimaste attualmente in circolazione in Italia che meritino effettivamente di avere un grosso seguito. Motivo: riescono a coniugare melodia e rabbia, e a differenza di tanti altri cantano testi che suonano autentici invece che (come al solito!) retorici, senza per questo sconfinare al di là delle tematiche caratteristiche della musica che suonano. Probabilmente la cosa è dovuta al fatto che tengono chiaramente presente tutta una vecchia scuola di derivazione punk- anarchica che i più piccini non possono che ignorare o snobbare in favore di qualcosa che fa casino e suona "core", come va di moda adesso. La riprova di quanto affermo: la scelta degli Youngang di includere nella scaletta un pezzo acustico ("Quello che vivo", ndr) con tanto di inserzione di voce femminile, di chiara ispirazione Kina/Environs/Orsi Lucille/Lalli, quant'altro. Pollice in alto e stima per loro. Procuratevi questo disco senza alcuna esitazione, e anzi, tenetelo caro nella vostra collezione: darà lustro allo scaffale.
[Simone] LAMETTE
Dopo tanto tempo esce l’attesissimo split tra i torinesi Youngang e i tedeschi Freiboiter che tempo fa sono venuti a deliziarci con i loro live carichi di rabbia immersa in pazzia esilarante! Il cd è uscito grazie all’Anfibio di Cremona, alla San Martin Records di Torino e alla tedesca Red Giants! Lo split contiene 11 canzoni, 6 per i tedeschi e 5 per i nostri ragazzi torinesi! Partono subito i tedeschi che suonano un buon oi! con liriche in inglese, il cd parte con la song “Antifascist oi!” che a mio avviso una delle migliori dei tedeschi, insomma non potevano partire meglio! Fra pochi mesi la band festeggerà i suoi primi 10 anni, di strada ne stanno facendo! Davvero valida la loro parte dello split! Ma ora parliamo dei nostri torinesi. Che il loro sound aveva avuto un leggero cambio di direzione già lo si capiva, bastava vedere gli innumerevoli live in giro per l’Italia e non solo, ora che è uscito lo split ne abbiamo la conferma! Dopotutto è normale che dopo 12 anni di attività qualcosa cambi, un’evoluzione del tutto naturale! Molto amati in Italia, rispettati in campo europeo, in queste 6 canzoni ci mostrano tutta la loro anima trasformata in occasione in musica! Alcune canzoni non si distanziano molto dal loro stile, “Tra i vicoli bui” è una bellissima canzone che parla della nostra strada, da dove noi arriviamo e “Rebel’s Amry” e “Cresciuto in fretta” (quest’ultima bellissima) continuano nel loro collaudato stile! Mentre “Vedi che ti manca il respiro” e soprattutto “Quello che vivo” sono diverse, in quest’ultima si aggiunge la voce di Giorgia! Canzoni lente, dal testo tagliente e malinconico, da sentire per far esplodere i proprio sentimenti! Un lavoro interessantissimo e poi siamo sinceri, i Youngang sono una delle migliori realtà streetpunk e non sbagliano mai un colpo! punkadeka
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